Lapurla

BonBon: I più giovani scoprono l’arte contemporanea

Migros Museum für Gegenwartskunst e Kita Regenbogen

Zurigo (ZH)

Piccoli gruppi con bambini di 8-18 mesi dell’asilo nido «Kita Regenbogen» visitano il Migros Museum für Gegenwartskunst in quattro-sei appuntamenti. La visita all’esposizione viene preparata insieme alla capogruppo dell’asilo nido e alla mediatrice culturale.

 

2ª serie di visite | Mostra Collection on Display: Pipilotti Rist, Show a Leg (Raus aus den Federn), 2001

 

1ª serie di viste | Mostra: Teresa Burga, Aleaotory Structures

      

Lapurla
Bea Fröhlich (a sinistra) è un’educatrice del Kita Regenbogen, Cynthia Gavranic è una mediatrice culturale del Migros Museum für Gegenwartskunst. Foto: Ariel Leuenberger

Intervista con le due pioniere

«Si notava che dentro di loro si stava svolgendo un processo di ricezione ed elaborazione dell’arte.»

Bea Fröhlich

Cynthia Gavranic, mediatrice culturale presso il Migros Museum für Gegenwartskunst, e Bea Fröhlich, educatrice presso il Kita Regenbogen, costituiscono oramai un team affiatato. Insieme, infatti, hanno già visitato due mostre insieme a un piccolo gruppo di bambini di età compresa tra i 9 e i 22 mesi.

 

Perché le vostre istituzioni aderiscono a Lapurla?

 

Cynthia Gavranic: Vogliamo imparare qualcosa di nuovo. Quella dei bambini sotto i due anni è una fascia d’età che non abbiamo ancora coinvolto direttamente e che non saremmo nemmeno in grado di coinvolgere senza partner competenti come gli asili nido. Per noi si tratta di una sfida molto impegnativa che abbiamo voluto accettare.

Bea Fröhlich: Lavoro da 10 anni con bambini da 0 a 2 anni e so per esperienza che le loro capacità vengono molto sottovalutate. Sono sempre stata convinta che anche il Museum für Gegenwartskunst possa offrire loro alcuni spunti interessanti. Il fatto che questi bambini si intrattengano in luoghi che in realtà non sono stati pensati per loro costituisce un incredibile arricchimento per tutti. E volevo dimostrarlo a tutti.

 

Quali sono stati i momenti più belli e sorprendenti che avete vissuto in questa esperienza?

BF: Ci sono stati momenti in cui i bambini si sono mostrati particolarmente ricettivi nei confronti delle opere d’arte – non mi aspettavo un coinvolgimento così forte. Si notava che dentro di loro si stava svolgendo un processo di ricezione ed elaborazione dell’arte. È stato bellissimo vedere che con il passare del tempo si sentissero a proprio agio e riuscissero a trovare la propria dimensione in un luogo così vasto e che può incutere timore.

CG: Un bambino di 16 mesi è venuto al museo anche con la madre e l’ha accompagnata da un quadro all’altro, trascinandola per le sale e mostrandole i vari ambienti. Anche questa è una dimostrazione che la nostra teoria è fondata: attraverso le visite degli asili nido portiamo nuove persone al museo. Inizialmente molti hanno espresso un forte scetticismo nei confronti di questa idea. Sostenevano che per i bimbi non facesse differenza stare al parco giochi o al museo, dato che non sono assolutamente in grado di comprendere l’arte. Semplicemente non riuscivano a immaginare quello che i piccoli avrebbero potuto fare in un museo. Ma alla prova dei fatti hanno dovuto ricredersi!

 

Cosa serve perché una collaborazione di questo tipo possa funzionare?

BF: Abbiamo portato sempre gli stessi bambini, abbiamo badato alle loro esigenze primarie e ci siamo avvalse sempre della stessa ambientazione e del medesimo personale. Tutto questo dà sicurezza. Inoltre occorre una grande forza di volontà e un certo entusiasmo da entrambe le parti: bisogna dialogare costantemente affinché l’iniziativa risulti compatibile sia con la quotidianità dell’asilo nido che con quella del museo. Ci siamo fatte visita a vicenda: io sono andata a vedere la mostra e insieme abbiamo «gattonato» per il museo, mentre Cynthia è venuta a trovarci all’asilo.

CG: Se un progetto viene sostenuto con benevolenza e stima reciproche, il successo è assicurato. I bambini, i genitori e le altre persone che ci circondano si accorgono che tra noi ci sono intesa e simpatia. È un fattore che non andrebbe sottovalutato. E serve anche un po’ di elasticità mentale: può capitare che i bambini trovino più interessante il pulsante dell’allarme o l’ascensore rispetto alle opere d’arte. Dobbiamo mostrare apertura in questo senso. Il nostro obiettivo non è ostinarci a trasmettere il valore dell’arte ai bambini, ma far sì che possano vivere questo luogo in tutte le sue sfaccettature.

 

Interview: Ariel Leuenberger

      

Descrizione del progetto BonBon

Partner di progetto

Migros Museum für Gegenwartskunst
Limmatstrasse 270
8005 Zürich

 

Kita Regenbogen
Josefstrasse 212
8050 Zürich

Partecipanti

Anina Fruet (apprendista OSA presso Kita Regenbogen, team pomeridiano, gruppo blu), Markus Guhn (responsabile Kita Regenbogen), genitori, parenti e altre persone di riferimento dei bambini, Heike Munder (direttrice del Migros Museum für Gegenwartskunst), Alena Nawrotzki (responsabile mediazione e programmi, Migros Museum für Gegenwartskunst), Personale di sorveglianza del Migros Museum für Gegenwartskunst.

Promotori

Finanziato da Kita Regenbogen e Migros Museum für Gegenwartskunst, su impulso dell’iniziativa Lapurla (2018).

Direzione del progetto

Cynthia Gavranic 
Kulturvermittlung Migros Museum für Gegenwartskunst
cynthia.gavranic@mgb.ch 

 

Bea Fröhlich
Erzieherin Kita Regenbogen, Gruppe Blau
beafroehlich@msn.com

Bambini

4 bambini sotto i due anni di età:

 

Maggio/giugno: Milo (18 mesi), Marta (15 mesi), Beda (9 mesi), Elin (18 mesi).

 

Ottobre/novembre 2018: Ella (15 mesi), Marta (19 mesi), Beda (14 mesi), Elin (22 mesi).

Durata

Il primo gruppo ha visitato il museo a maggio/giugno 2018. 

 

Il secundo gruppo ha visitato il museo a ottobre/novembre 2018.